Quanto costa comprare casa, oltre al prezzo
Le imposte dell'atto le paga chi compra, e non si calcolano sul prezzo pattuito: su una base catastale, quasi sempre più bassa. Ecco il conto vero, voce per voce.
Da privato: l'imposta di registro
È il caso più frequente. L'aliquota è del 2% se l'acquisto ha i requisiti «prima casa», con un minimo di 1.000 euro, e del 9% negli altri casi. A questa si aggiungono l'imposta ipotecaria e quella catastale, 50 euro ciascuna. Le aliquote sono fissate dalla Tariffa allegata al DPR 131/1986.
La differenza fra il 2% e il 9% è la voce più pesante dell'intero acquisto dopo il prezzo, e dipende da requisiti che si possono perdere anche dopo l'atto. Vale la pena leggerli con il notaio prima, non scoprirli dopo.
Da impresa: l'IVA al posto del registro
Se vendete un'impresa costruttrice entro i termini di legge, sull'atto si paga l'IVA: 4% con i requisiti prima casa, 10% altrimenti, e le abitazioni di lusso hanno un'aliquota propria. In questo caso imposta di registro, ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa, 200 euro ciascuna.
L'IVA si calcola sul prezzo dichiarato, sempre: il meccanismo del prezzo-valore descritto qui sotto vale solo per gli acquisti soggetti a registro. È la ragione per cui, a parità di prezzo, comprare dall'impresa e comprare da un privato non costano la stessa cifra.
Il prezzo-valore: la regola che fa risparmiare
Comprando un'abitazione da un privato potete chiedere che le imposte siano calcolate non sul prezzo pagato ma sul valore catastale: la rendita rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 se è prima casa, per 120 negli altri casi. Lo prevede l'articolo 1, comma 497, della legge 266/2005.
Poiché il valore catastale è di norma molto più basso del prezzo di mercato, la differenza è consistente. Due cose da sapere: la richiesta va fatta al notaio, nell'atto, non dopo; e il prezzo va dichiarato per intero lo stesso — il prezzo-valore riduce l'imposta, non permette di scrivere una cifra diversa da quella pagata.
Notaio e provvigione
Il notaio lo sceglie chi compra, ed è chi compra a pagarlo. La parcella non segue più una tariffa obbligatoria — sono state abolite — quindi varia da studio a studio ed è legittimo chiedere due o tre preventivi scritti prima di decidere. Attenzione a confrontarli sulla stessa base: gran parte dell'importo che il notaio incassa sono imposte che versa allo Stato per vostro conto, non suo onorario.
La provvigione dell'agenzia matura quando l'affare è concluso per effetto dell'intermediazione (articolo 1755 del codice civile) ed è dovuta da entrambe le parti. Anche qui non esistono tariffe obbligatorie: la misura è quella pattuita per iscritto prima, e chiedere che sia scritta prima della proposta è un diritto, non una scortesia.
Quello che torna indietro
Due detrazioni riguardano quasi ogni acquirente e quasi nessuno le chiede tutte e due. Gli interessi passivi del mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale si detraggono al 19% su un importo massimo di 4.000 euro l'anno; la provvigione pagata all'agenzia si detrae al 19% su un massimo di 1.000 euro, una volta sola.
Perché funzionino servono la fattura intestata a chi detrae e il pagamento tracciabile: bonifico, non contanti. È il motivo per cui vale la pena tenere in ordine le ricevute dal primo giorno, e per cui la fattura della provvigione va chiesta sempre, anche quando nessuno la propone.
In breve
- Stabilire se comprate da privato (registro) o da impresa (IVA)
- Verificare i requisiti prima casa prima dell'atto, non dopo
- Chiedere il prezzo-valore al notaio, dentro l'atto
- Farsi fare due o tre preventivi notarili scritti
- Mettere per iscritto la provvigione prima della proposta
- Chiedere la fattura della provvigione, per la detrazione
- Pagare sempre con mezzi tracciabili
Domande che ci fanno più spesso
Ho già una prima casa: posso comprarne un'altra con l'agevolazione?
Sì, a condizione di vendere la precedente entro due anni dal nuovo acquisto. Il termine era di un anno ed è stato portato a due dalla legge di bilancio 2025 (legge 207/2024). Se la vendita non avviene entro il termine, l'agevolazione decade e le imposte vengono recuperate con sanzione e interessi.
Entro quando devo spostare la residenza?
Entro diciotto mesi dall'atto, nel comune dove si trova l'immobile. Non serve che ci abitiate materialmente da subito, serve la residenza anagrafica entro il termine. È una delle cause di decadenza più frequenti, e una delle più facili da evitare: si tratta di ricordarsene.
Quali case sono escluse dall'agevolazione prima casa?
Quelle accatastate come A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio). Non conta quanto è bella o quanto costa: conta la categoria catastale, che si legge sulla visura. È un controllo di trenta secondi che ogni tanto cambia il conto di decine di migliaia di euro.
Fonti ufficiali
Nota
Questa guida è informazione generale scritta da un'agenzia immobiliare: non sostituisce il parere di un notaio, di un commercialista o del tecnico che segue l'immobile. Le norme citate sono quelle in vigore alla data di pubblicazione.
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