Guida per chi vende

Certificato energetico CasaClima: quando serve per vendere

L'Alto Adige ha un sistema suo, CasaClima, e regole più stringenti di quelle nazionali. È uno dei documenti che conviene avere pronti prima ancora di fotografare l'immobile.

Quando è obbligatorio

Alla vendita e alla locazione. In provincia di Bolzano la certificazione energetica va allegata al contratto: se manca, il contratto può essere dichiarato nullo e sono previste sanzioni amministrative. Non è una formalità che si sistema dopo.

Fanno eccezione i trasferimenti per donazione e per successione, per i quali il certificato non va allegato all'atto — ma va comunque predisposto per l'edificio.

Chi lo rilascia e quanto dura

Lo redige un tecnico abilitato — architetto, ingegnere, geometra o perito — che lo trasmette all'Agenzia CasaClima, l'ente della Provincia che gestisce il sistema e rilascia il certificato. La validità è di dieci anni e decade prima se l'edificio subisce interventi che ne cambiano il comportamento energetico.

Esistono percorsi diversi a seconda dell'edificio: una procedura semplificata per gli edifici vecchi ad alto consumo, una per le singole unità e la certificazione CasaClima piena per le nuove costruzioni e per gli interventi che accedono agli incentivi. I costi cambiano di conseguenza e li quantifica il tecnico.

Perché conviene averlo prima, non dopo

Perché la classe energetica va scritta nell'annuncio, e un annuncio senza classe è un annuncio che sembra nascondere qualcosa. Perché la banca dell'acquirente la chiede in istruttoria. E perché il tecnico che redige il certificato vede l'immobile: se ci sono interventi piccoli che spostano la classe, è il momento di saperlo, non tre mesi dopo.

Che cosa serve al tecnico

Prima di chiamare qualcuno vale la pena verificare se un certificato esiste già: lo rilascia l'Agenzia CasaClima, che ne tiene l'archivio, e sugli edifici costruiti o ristrutturati negli ultimi anni molto spesso c'è. Se c'è ed è ancora valido, non si rifà.

Se va fatto, il tecnico chiede le planimetrie, i dati dell'impianto di riscaldamento e dell'acqua calda, l'anno di costruzione e la documentazione degli interventi già eseguiti — cappotto, infissi, tetto, caldaia. Averla pronta accorcia i tempi e riduce il sopralluogo a una visita sola. In un condominio con impianto centralizzato servono anche i dati che tiene l'amministratore.

In breve

  • Va allegato al contratto di vendita e di locazione
  • Senza, il contratto può essere dichiarato nullo; sono previste sanzioni
  • Donazione e successione: non si allega, ma il certificato va predisposto
  • Lo redige un tecnico abilitato, lo rilascia l'Agenzia CasaClima
  • Validità dieci anni, salvo interventi che cambiano l'edificio
  • La classe energetica va indicata nell'annuncio

Domande che ci fanno più spesso

Ho un certificato di dieci anni fa: vale ancora?

Dieci anni è la durata massima, quindi con ogni probabilità è scaduto o sta per scadere. E decade comunque prima se nel frattempo sono stati sostituiti gli infissi, rifatto il tetto o cambiata la caldaia. Conviene farlo verificare da un tecnico prima di pubblicare.

Una classe energetica bassa fa perdere la vendita?

No, ma cambia l'acquirente e il ragionamento sul prezzo. Una parte del mercato — soprattutto chi compra con mutuo e guarda alle bollette — sconta la classe bassa nella propria offerta. Dichiararla apertamente e spiegare quali interventi sono possibili è più efficace che ometterla e vederla emergere in istruttoria.

Nota

Questa guida è informazione generale scritta da un'agenzia immobiliare: non sostituisce il parere di un notaio, di un commercialista o del tecnico che segue l'immobile. Le norme citate sono quelle in vigore alla data di pubblicazione.

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